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DIASTASI DEI MUSCOLI RETTI DELL'ADDOME, FLOPPY WALL E LASSITA' DELLA PARETE ADDOMINALE  

DEGENZA
TIPO ANESTESIA
DURATA INTERVENTO  
RITORNO AL SOCIALE
1 notte
Anestesia generale 
2-3 ore  
 7 - 10 giorni  
Risultati
I risultati della correzione della diastasi addominale sono duraturi a condizione di mantenere un peso corporeo stabile e uno stile di vita adeguato. Gravidanze successive all'intervento possono determinare una recidiva della diastasi: è pertanto consigliabile posticipare la chirurgia qualora si desideri avere figli.
 
 

CONCETTI GENERALI

Diversi problemi legati alla parete addominale ne possono determinare non solo un aspetto poco estetico, ma anche sintomi a volte piuttosto invalidanti. Queste patologie interessano più frequentemente le donne, ma possono presentarsi anche negli uomini. Quando si parla di patologie della parete addominale generalmente si fa riferimento alla diastasi dei muscoli retti dell'addome che rappresenta la condizione più comune, anche se è opportuno sottolineare che non è la sola. A volte, infatti, è presente una debolezza globale della parete addominale, definita correttamente "floppy wall". L'addome deve essere valutato in modo globale, considerando anche l'eventuale eccesso cutaneo ed adiposo al fine di realizzare il trattamento chirurgico più opportuno. 

Diastasi dei muscoli retti dell'addome

È importante precisare che i muscoli retti sono fisiologicamente separati da una fascia chiamata linea alba per una larghezza variabile fra 1.5 e 2 cm. Si definisce diastasi "patologica" quando i muscoli si allontanano dalla linea mediana, con uno spazio superiore ai 2 cm "fisiologici".  Secondo le linee guida EHS (European Hernia Society) pubblicate nel 2021, si definisce diastasi di grado lieve quando la distanza fra i due muscoli è compresa fra 2 e 3 cm (D1), diastasi grado moderato quando la distanza è tra 4 e 5 cm (D2) e diastasi di grado severo quando la distanza è maggiore di 5 cm (D3). Le principali cause della diastasi addominale sono: 

  • la gravidanza, soprattutto in caso di gravidanze ripetute e/o gravidanze gemellari
  • l'obesità,
  • importanti e rapidi cali ponderali,
  • l'eccessivo sforzo fisico in caso di lavori pesanti o di attività sportive,
  • l'età per il progressivo indebolimento del tono muscolofasciale. 

Queste condizioni possono causare lo stiramento della parete addominale con danno delle strutture muscolari e delle fasce aponeurotiche con conseguente patologica separazione dei muscoli retti.  La diastasi dei muscoli retti dell'addome può causare diversi sintomi, tra cui:

  • Rigonfiamento addominale (bulging), più evidente durante sforzi fisici e contrazione degli addominali con aspetto di addome "a botte"
  • Addome disteso con senso di pesantezza
  • Lombalgia (mal di schiena) anche importante, dovuta alla mancanza di contenzione dei muscoli, che può condizionare le normali attività quotidiane
  • Incontinenza urinaria, con perdite involontarie di urina
  • Problemi intestinali, come alterazione dell'alvo e difficoltà digestive
  • Percezione negativa della propria immagine corporea 

Lassità e diastasi dei muscoli anterolaterali della parete addominale

A volte può essere associata una debolezza della parte anterolaterale della parete addominale con riferimento ai muscoli obliqui

Lassità della parete addominale: Floppy wall

In un certo numero di casi, in particolare dopo gravidanze, è presente una lassità di tutta la parete addominale che coinvolge sia i muscoli che le strutture fasciali, alterandone la tensione e compromettendo la funzione meccanica. Le strutture sono assottigliate con riduzione della capacità contrattile. La condizione è spesso associata alla diastasi dei muscoli retti dell'addome anche se può presentarsi in modo isolato. In caso di floppy wall, soprattutto se associato alla diastasi dei muscoli retti dell'addome, si presenta, spesso in modo anche più accentuata, la medesima sintomatologia con rigonfiamento addominale, lombalgie, incontinenza urinaria e disturbi gastrointestinali.  Il trattamento della diastasi dei muscoli retti e della lassità della parete addominale è chirurgico e va a ripristinare l'integrità e la continuità del piano muscolofasciale. Gli interventi sulla parete addominale devono correggere il difetto specifico e, di conseguenza, sono diversi secondo i casi  È necessario considerare sempre l'addome nel suo complesso, associando quando opportuni gesti chirurgici sulla cute con interventi di miniaddominoplastica, addominoplastica o lipoaddominoplastica per i quali si rimanda ai rispettivi capitoli.  

 

Visita preoperatoria

Consente di: 

  • Analizzare i disturbi legati alla patologia specifica
  • Verificare la presenza di eventuali malattie associate come il diabete e malattie cardiache, le abitudini di vita, quali, in particolare, il fumo.
  • Esaminare la regione addominale valutandola nel suo complesso, considerando se il problema è legato unicamente al piano muscolo fasciale o se è presente anche un eccesso di tessuto adiposo e/o un eccesso cutaneo dovuto a precedenti gravidanze o cali ponderali.
  • Eseguire opportune manovre per capire l'estensione e la gravità della diastasi, se è presente una debolezza globale di tutta la parete addominale, se sono presenti anche ernie.
  • Prescrivere un'ecografia a riposo e con manovra di Valsalva (cioè sotto sforzo) e/o una TAC della parete addominale per pianificare al meglio l'intervento misurando l'importanza della diastasi a diversi livelli, sovra ombelicale, ombelicale e sottombelicale.
  • Prescrivere gli esami ematochimici di routine, un elettrocardiogramma oltre che eventuali altre indagini quando opportuno.  
 

Preparazione all'intervento

  • Dovranno essere segnalate terapie farmacologiche in atto (in particolare con anticoagulanti, cortisonici, contraccettivi, anti-ipertensivi, cardioattivi, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti), uso di sostanze stupefacenti, terapie omeopatiche, fitoterapiche o integratori e segnalate allergie a lattice, antibiotici e farmaci in genere.
  • L'eventuale sospensione di terapie ormonali estroprogestiniche (ad esempio, pillola anticoncezionale, ormonoterapia sostitutiva) verrà discussa con il Chirurgo secondo la valutazione del rischio tromboembolico individuale.
  • In considerazione del tipo d'intervento che può causare un'immobilizzazione a letto per alcuni giorni, verranno considerati con particolare attenzione i fattori di rischio individuale per l'insorgenza di trombosi o embolie, quali terapie ormonali, età, obesità, malattie concomitanti, pregresse malattie vascolari che possono suggerire una profilassi farmacologica per la tromboembolia. La scelta di effettuare o meno la profilassi verrà concordata con il Chirurgo.
  • Quattro settimane prima dell'intervento, è indicato sospendere il fumo di tabacco e di sigarette elettroniche, che ha influenze negative sulla vascolarizzazione di tutti i tessuti con aumentato rischio di complicanze. 
 

L'intervento chirurgico

L'intervento viene generalmente effettuato in anestesia generale. L'intervento dipende dall'eventuale problema cutaneo concomitante. Se è presente un importante eccesso cutaneo, è necessario associare l'addominoplastica o la lipoaddominoplastica per le quali si rimanda ai capitoli specifici. Se non è presente eccesso cutaneo, è sufficiente un'incisione sovrapubica tipo taglio cesareo per procedere alla correzione del piano muscolo fasciale. L'esposizione a cielo aperto, non endoscopica, consente non solo una visione ottimale, ma anche la ridistribuzione corretta della cute liberata per quanto necessario dal piano sottostante. A livello del piano muscolofasciale, l'intervento differisce secondo i casi al fine di ottenere il risultato più adeguato. Se è presente solo la diastasi dei muscoli retti è sufficiente agire avvicinando la fascia dei muscoli retti con suture di vario tipo o direttamente in caso di diastasi di tipo 1 (entro i 3 cm) o associando anche la sutura della fascia posteriore dei muscoli retti nei casi più severi. L'uso della rete, da posizionare in sede retromuscolare, è limitato solo ai casi più gravi. Se dopo questa iniziale plicatura si verifica ancora una globosità della parete addominale, come avviene in caso di floppy wall, è necessario effettuare ulteriori plicature laterali oblique per assicurare un adeguato rinforzo. Infine, in caso di allungamento in senso longitudinale dei muscoli retti, è opportuna anche una plicatura del piano muscolo fasciale in senso trasversale per ottenere la tensione ottimale. Generalmente vengono posizionati dei drenaggi.

 

Trattamento postoperatorio

L'intervento viene generalmente realizzato con il ricovero di una notte. Viene confezionata una medicazione contentiva che viene rimossa dopo 4 - 5 giorni, facendo poi indossare una guaina che viene mantenuta per 30 giorni circa. 
Il dolore è ben controllato dai tradizionali analgesici.  
I punti vengono rimossi dopo 7-10 giorni circa.  

 

Cosa aspettarsi dopo l'intervento

  • E' opportuno mantenere le cosce flesse e il tronco sollevato, quando si è a letto per 10-14 giorni per ridurre la tensione sulle cicatrici.
  • Si consiglia di camminare con il tronco un po' piegato in avanti per circa 10 giorni. gli arti superiori in scarico e sollevati per alcuni giorni per ridurre l'edema ed il fastidio post-operatorio.
  • È necessario considerare una settimana di riposo, seguita da una seconda settimana di ripresa graduale delle attività. Il ritorno alle normali attività lavorative dipende anche dal tipo di impiego.
  • La doccia è consentita dopo una settimana.
  • L'attività fisica può essere ripresa dopo circa un mese con maggiori cautele e con tempistiche più lunghe, secondo i casi, per quanto riguarda gli addominali
  • Le cicatrici non devono essere esposte direttamente al sole per almeno 6 mesi.
  • La riduzione o perdita della sensibilità cutanea delle zone trattate può durare per alcuni mesi.  
 

Possibili complicanze

  • Per le complicanze a livello cutaneo e sottocutaneo, si rimanda a quanto scritto nei capitoli relativi all'addominoplastica e alla lipoaddominoplastica.
  • Per quanto riguarda le complicanze specifiche è da segnalare la possibile recidiva della diastasi o della debolezza della parete addominale che possono essere dovute anche ad una debolezza genetica del collagene dell'individuo. 

In ogni caso è necessario conoscere i rischi senza tuttavia sopravalutarli, avendo coscienza che qualsiasi intervento chirurgico può comportare alcuni inconvenienti.  
Un chirurgo plastico competente ed esperto è in grado di ridurre al minimo i rischi e le complicanze e di gestire al meglio gli eventuali problemi.  

 

Per maggiori informazioni sulla Diastasi addominale